Investi e Rilassati

Quante volte guardate le performances del vostro portafoglio?

Questa è una domanda che ogni consulente finanziario dovrebbe fare al proprio cliente per capire veramente qual è il profilo di rischio ma soprattutto lo stato di ansia che caratterizzerà ogni operazione da quel momento in avanti.

Uno studio di SigFig ha verificato che, tra gli investitori americani che utilizzavano il suo software di portafoglio, mediamente una consultazione dell’andamento dello stesso avveniva 8 volte al mese.
Già questa, per chi fa investimenti con orizzonti di lungo periodo appare una frequenza eccessiva, ma la stessa società è andata oltre cercando di capire cosa succedeva alle performances di coloro che consultavano lo stesso almeno 1 volta al giorno e tra quelli che lo facevano 2 volte al giorno.

Vedere prodotti che vanno troppo bene o troppo male spinge l’essere umano all’azione perché si pensa che in questo modo si potranno fare scelte più efficienti. In realtà continuare a sbirciare l’andamento quotidiano dei titoli è deleterio perché porta al cosiddetto over trading generato a sua volta da over confidence.

Pensateci un attimo, che senso ha leggere ogni giorno le singole righe del deposito titoli (comprese le performance) quando il nostro obiettivo è spostato avanti di 10, 15 o 20 anni? Facile a dirsi difficile a farsi.

E’ evidente che gli investitori sono più sensibili alle perdite che ai guadagni ed è per questo che il mercato azionario osservato giorno per giorno è controproducente. Essendo l’azionario un animale volatile ogni volta che aprono le contrattazioni avete un bel 50% di probabilità di guadagni così come un 50% di probabilità di perdite.

Se nel lungo periodo la crescita delle azioni è statisticamente indiscussa, osservare l’andamento di un indice durante una giornata è come guardare un sismografo durante un terremoto, random allo stato puro.

Più tempo perderete a guardare i segni verdi o rossi presenti all’interno del dossier titoli, più sono le volte in cui vi compiacerete o vi abbatterete delle scelte fatte aumentando notevolmente la possibilità di mettere mano a ciò che invece dovrebbe rimanere lindo e immobile per lungo tempo.

Solo se i vostri obiettivi e la vostra propensione al rischio cambiano dovrete apportare aggiustamenti, altrimenti un’occhiata ogni trimestre/semestre sarà più che sufficiente magari cogliendo la palla al balzo per ribilanciare il tutto qualora si rendesse necessario.

Se ci pensate è un po’ quello che è successo nel 2015. Rendimenti deludenti o negativi di portafoglio se confrontati con quelli del 2014. Lo scoramento potrebbe portare a precipitosi smobilizzi solo per effetto di un’annata al di sotto delle aspettative che non ha fatto andare i soldi da nessuna parte.

Siccome le mani non si possono legare, siccome i ribilanciamenti una volta l’anno almeno vanno fatti, se credete ed avete fiducia nel vostro piano di investimento, portate avanti un Piano di Accumulo automatico in fondi/ETF e vedete sempre le correzioni di mercato come opportunità non come perdite definitive.

Se l’obiettivo è lontano e se il mondo continuerà a progredire per effetto di un semplice concetto darwiniano di sopravvivenza e di ricerca di maggior benessere, allora le tempeste di breve altro non saranno che aggiustamenti in un trend di lungo periodo.

 

Fonte: Archeowealth su Investireconbuonsenso.com



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